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VERONESE PAOLO CALIARI (pittore italiano) LE NOZZE DI CANA XVI Secolo ammirabile: al Museo del Louvre Parigi
Tela cm 666 X 990
L'opera:

L'immensa tela fu dipinta negli anni 1562-1563 per il refettorio del convento benedettino di San Giorgio Maggiore a Venezia. Secondo la tradizione, l'artista avrebbe raffigurato nell'episodio del Nuovo Testamento alcuni personaggi "anacronistici", soprattutto principi e regnanti rinascimentali, come Eleonora d'Austria, Carlo V, Alfonso d'Avalos e altri. Al centro della scena, nei panni dei musicisti, Veronese avrebbe celati i ritratti di Tiziano, Tintoretto, Bassano e Palladio, nonché di se stesso e di suo fratello Benedetto. 
Analisi stilistica:

La grandiosa composizione fu giudicata positivamente dalle fonti antiche, pur con qualche riserva a livello di contenuto, poiché la trascrizione del miracolo evangelico in termini profani è apparsa talora fin troppo dichiarata. D'altro canto è chiaro che l'interesse del pittore è tutto rivolto verso le molteplici possibilità compositive e narrative che può offrire un soggetto di questo tipo, soprattutto se realizzato in così maestose proporzioni. L'impianto prospettico molto elaborato e costruito su molteplici punti di vista, la realizzazione scenografica non molto chiara e un po' faticosa, sono riscattati dalla bellezza dei colori e dagli innumerevoli inserimenti di dettagli curiosi, di costumi elaborati, di episodi giocosi. Date le dimensioni dell'opera è certo che il Veronese si dovette avvalere di collaboratori, in particolare del fratello Benedetto, a cui spetta l'esecuzione delle architetture e di alcune figure.
fortemente dell'influenza dello stile gotico.
Bibliografia

Paolo Caliari, più noto come il Veronese, nacque a Verona nel 1528 da Gabriele Caliari, scalpellino. Nel 1541 risulta discepolo e collaboratore di Antonio Badile in contrada Santa Cecilia nella sua città natale. La sua prima opera di un certo rilievo è la pala Bevilacqua-Lazise per San Fermo a Verona del 1448. Tra il 1551 e il 1553 lavorò per la famiglia patrizia veneziana dei Soranzo, a Castelfranco, per il palazzo Ducale a Venezia, città in cui si trasferì definitivamente a partire dal 1556 e dove visse fino alla morte avvenuta nel 1588. Nel 1566 sposò Elena Badile, figlia del suo primo maestro da cui ebbe numerosi figli, tra questi Gabriele e Parlotto, nati rispettivamente nel 1568 e nel 1570, che furono suoi collaboratori. L'opera di Paolo Veronese è celebre soprattutto per le grandiose e numerose imprese ad affresco in collaborazione con i più importanti architetti del tempo: Sanmicheli e Palladio. Il ciclo giustamente più noto è quello di Villa Barbaro a Maser, dove il pittore si inserisce felicemente nella classica architettura palladiana con le decorazioni illusionistiche e luminose. Famose anche le grandi tele a soggetto storico o mitologico, di cui le Nozze di Cana del Louvre sono uno dei massimi esempi. In queste scene complesse e sfarzose il Veronese esprime tutto il suo interesse per glia spetti decorativi e ornamentali, per la sontuosità della gamma cromatica, per gli stupefacenti effetti scenografici, ma anche la sua passione per il ritratto e per le acute osservazioni naturalistiche. Fra le opere giovanili sono inoltre da ricordare le tele di soggetto mitologico e allegorico eseguite per la Sala del Consiglio dei Dieci del Palazzo Ducale di Venezia; fra i dipinti della maturità il soffitto con Virtù e Allegorie di Venezia, degli anni 1575-1577, nella Sala del Collegio dello stesso Palazzo.