|
| |
POUSSIN NICHOLAS (pittore francese)
LA STRAGE DEGLI INNOCENTI XVII Secolo Ammirabile al: Museo Condè Chantilly Tela cm 147 X 171
|
 |
L'opera:
Dipinta attorno al 1625,
La strage degli innocenti, di Chantilly faceva parte della raccolta del marchese Vincenzo
Giustiniani, collezionista romano che forse ne fu il committente.
Analisi stilistica:
Dall'intensità e luminosità dei colori fatti risaltare dall'accostamento fra il panno bianco che avvolge il bimbo, il mantello rosso del soldato e gli abiti blu e ocra delle due figure femminili, è evidente l'attenzione prestata in questi anni da Poussin alla pittura di Pietro da
Cortona. La composizione della scena è di grande effetto emozionale e si svolge su una sorta di palcoscenico delimitato, sulla sinistra, da una monumentale colonna scanalata, e sulla destra, da un edificio di sfondo, contro cui si staglia, come un basso rilievo classico, la splendida figura femminile di profilo, che alza la testa al cielo, tenendo sotto il braccio il proprio bimbo morto. L'artista concentra l'attenzione su un gruppo dall' aspetto quasi scultoreo, di grande evidenza plastica, con il soldato che sta per avventarsi sul bimbo e allo stesso tempo trattiene per i capelli la madre che cerca di fermarlo. |
Bibliografia:
Nato presso Les Andelys nel 1594, Nicolas
Poussin, dopo gli anni di apprendistato a Parigi, dove lavorò alla Galleria del Lussemburgo, a fianco di Philippe De Champagne, e dopo alcuni viaggi in Italia decise di trasferirsi definitivamente a Roma nel 1624. Qui fu subito introdotto nella cerchia de eruditi e pittori, gravitante intorno alla potente famiglia di papa UrbanoVIII
Barberini, venendo a contatto con Pietro da Cortona, Bernini, Lanfranco, nonché importanti mecenati e collezionisti quali sacchetti e Cassiano del Pozzo. Le opere giovanili denotano un particolare interesse da parte di Pouissin per il colore come mezzo espressivo, attraverso il neovenetismo sensibilmente interpretato da Pietro da
Cortona, che si andava affermando a Roma intorno al 1630. Dopo tale data, tuttavia, si inizia ad avvertire nei suoi dipinti un mutamento stilistico che lo avrebbe condotto ad un progressivo interesse per il disegno e alla ricerca di un ideale classicista in antitesi al coevo movimento barocco. Richiamato a Parigi nel 1640 fu incaricato della decorazione della Galleria Lunga del
Louvre; in qualità di pittore ufficiale del re abitò alle Tuileries. Il soggiorno francese fu importantissimo per il suo futuro, giacchè conobbe una cerchia di mecenati che vi commissionarono diverse opere, fatto che suscitò l'invidia di un certo ambiente artistico parigino. Al suo rientro a Roma nel 1642 egli si isolò progressivamente dall'ambiente artistico romano, perseguendo fino alla fine di un classicismo sempre più nobilitato e idealizzato. Già dagli anni Trenta Poussin aveva dimostrato interesse per la pittura di paesaggi: in tale genere egli realizzò i suoi più grandi capolavori. |
|