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LEONARDO DA VINCI  (pittore italiano) LA GIOCONDA XVI Secolo Ammirabile al Museo Del LOUVRE Parigi
Olio su tavola cm 77 x 53
L'opera:

Leonardo non si separò mai dalla sua Gioconda e questo attaccamento non è ancora stato spiegato: sia stato per inclinazione naturale (si dice che fosse il volto di una donna amata) o perché ritenesse di aver raggiunto in quest'opera la pienezza dei suoi intenti pittorici. Il consenso critico verso questo capolavoro è particolarmente ampio, inizia con Vasari e non si è ancora spento. L'avventura del famoso "Furto", nel 1911, e del suo ritrovamento non meno sorprendente hanno contribuito ad aumentare il suo mistero.

Analisi stilistica:

Leonardo, al di là delle definizioni romanzesche che la storia della critica ed anche la leggenda hanno intessuto attorno a questo viso di donna, esprime in quest'opera, in una potente sintesi, tutta la sua visione filosofica della vita, del trascorrere e trascolorare del tempo, della ambiguità della luce e delle forme, dello sfuggire dei sentimenti, della inarrestabilità dei fenomeni naturali del paesaggio. La donna ritratta è Monna Lisa del Giocondo, più semplicemente detta "La Gioconda". Leonardo, nel periodo in cui esegue i cartoni preparatori per la Battaglia di Anghiari, risiede nei pressi della casa di Francesco del Giocondo e di sua moglie Monna Lisa. La donna conduce una vita ritirata a seguito della prematura scomparsa della figlioletta. Forse è per questo che dal volto della Gioconda traspare una velata tristezza, malgrado il sorriso, che resiste ad ogni tentativo di interpretazione: è qui che risiede il fascino esercitato dal dipinto e la difficoltà interpretativa per i critici. Si dice anche che durante le sedute di posa Leonardo chiamasse dei musici affinché, con le loro melodie, influissero sull'espressione del volto della donna. Il paesaggio, tipicamente Toscano, è il frutto delle osservazioni scientifiche dell'artista nella Valle dell'Arno e nella Val di Chiana. Anch'esso è misterioso impreciso, quasi in intima consonanza col volto della Gioconda.

Leonardo a Firenze a e Milano

Dopo il trasferimento a Firenze a Milano nel 1482, al servizio di Ludovico il Moro, Leonardo attraversa un periodo molto fecondo per ogni sua attività speculativa; in pittura realizza capolavori quali al Vergine dalle Rocce e L'Ultima Cena di Santa Maria delle Grazie. Quando nel 1499 la Lombardia cade al dominioi dei Francesi, l'artista emigraprima a Mantova, poi a Venezia, ben deciso comunque a raggiungere nuovamente Firenze, dove lo attende un compito grandioso: un affresco raffigurante la battaglia di Anghiari, opera in grado di fronteggiare in Palazzo Vecchio la michelangiolesca Battaglia di Cascina. Di questo progetto, mai andato in compimento per varie motivazioni tecniche ed anche politiche, rimangono alcuni studi di straordinaria potenza che sintetizzano il furore eroico di un'intera umanità. È di queto periodo il celeberrimo ritratto della Gioconda, destinato a diventare in breve tempo l'opera d'arte più famosa del mondo, e quindi più soggetta a revisioni critiche, polemiche e sarcasmi intellettuali. Ma comunque sempre simbolo universale della pittura, punto di riferimento incontestabile per l'arte di tutti i tempi.