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COROT JEAN BAPTISTE (pittore francese)
IL COLOSSEO XIX Secolo Ammirabile al: Museo del Louvre Parigi Carta incollata su tela cm 30 X 49 |
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L'opera:
Nel 1826, Corot eseguì tre dipinti tra loro molto simili: una
Veduta di Roma dai Giardini Farnese, Il Foro e il Colosseo; essi costituivano una sorta di trittico e ognuno illustrava il mutare della luce sul paesaggio durante tre diversi momenti del giorno: mattina, pomeriggio e sera. Nelle intenzioni dell'autore il "trittico" sarebbe dovuto rimanere al
Louvre, ma tale desiderio non dichiarato nel testamento ma solo verbalmente espresso nelle confidenze fatte all'amico Rabait e nelle indicazioni autografe lasciate sul retro del
Colosseo e del Foro, non venne esaudito. Così mentre quest'opera entrò a far parte delle collezioni del Louvre nel 1875, insieme a tutta una serie di paesaggi, il mattino - ovvero
Veduta di Roma dai Giardini Farnese - ebbe tutt'altra destinazione: attraversò l'Atlantico per raggiungere la collezione Phillips a Washington, dove è tutt'oggi conservato. |
Analisi stilistica:
Questo dipinto fu eseguito dal vero nel marzo 1826. L'opera si compone di una successione di strutture dai toni caldi e rosacei, legate fra loro da una luminosità pacata che si estende sulle rovine romane immergendole in un "velo di sogno". Nel 1849 fu presentata al Salon e probabilmente in questa occasione Corot portò alcune correzioni, aggiungendovi gli alberi sulla destra, che presentano una tecnica diversa dal resto della vegetazione. Come molti altri dipinti eseguiti in Italia, anche questo quadro testimonia l'interesse di Corot per questa terra ricca di vestigia classiche; tuttavia le sue rappresentazioni non sono magniloquenti, ma piuttosto improntate di amore e vitalità. fortemente dell'influenza dello stile gotico. |
Bibliografia
Corot nacque a Parigi il 16 luglio 1796 in un ambiente del tutto estraneo al mondo della cultura; era figlio di un tappezziere e di una modista e cominciò la sua vita lavorativa misurando senza entusiasmo i tessuti nel negozio del padre, che acconsentì poi ad elargirgli una piccola rendita affinché potesse dedicarsi alla sua grande passione. Corot potè così dare inizio alla propria formazione artistica nell'atelier del paesaggista storico Michallon e, in seguito, in quello di
Bertin, entrambi di tendenze neoclassiche. Nel 1825 intraprese il primo viaggio in Italia animato da uno spirito molto diverso da quello dei suoi illustri predecessori
(Goya, Ingres, David), in quanto questa esperienza rappresentava non soltanto il coronamento di un sogno classico, soprattutto la possibilità di gustare la poesia della campagna toscana, umbra e romana. Durante i tre anni trascorsi tra Roma, Narni e Tivoli, dipinse numerosi paesaggi dal vero. Nel 1827 espose per la prima volta al Salon presentando un soggetto italiano,
Il ponte di Narni. Dopo il suo rientro in Francia, Corot si dedicò all'esplorazione delle diverse regioni del suo Paese. Alcuni luoghi ricorrono con frequenza nelle sue opere: Arras,
Fontainebleau, Nantes, Douai, Rouen, Beauvais, e soprattutto Ville d'
Avray, città dove si trovava la sua casa natale. Corot effettuò ancora due viaggi in Italia, nel 1834 e nel 1843, e visitò inoltre la Svizzera, il Belgio e l'Olanda. Riuscì a vendere il primo importante dipinto nel 1840, ma solo dopo il 1855 raggiunse una discreta fama. Oltre ai paesaggi, l'artista dipinse numerose raffigurazioni di personaggi anonimi. Quattro mesi prima di morire, nel 1875, eseguì
La Cattedrale di Sens, ultima grande testimonianza del suo talento.
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